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Medici H24, Balduzzi dà la data: si parte in primavera.

La riforma 'h24' della medicina territoriale contenuta nel decreto sanità non è ''una legge 'manifesto' '' ma ''un insieme di regole che consentano davvero in tempi stabiliti, precisi e monitorati la riforma dell'assistenza di base''. Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi sottolineando che il sistema sarà ''delineato'' e pronto a partire ''in primavera''. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ha ricordato il ministro, ''quindi ragionevolmente entro metà aprile, si dovrà rinnovare la convenzione'' dei medici di base ''per consentire di essere operativi già almeno in parte col 2013''.

Serve, ha aggiunto il ministro ''un vero e proprio patto con le Regioni e con le categorie, che hanno mostrato interesse e attenzione allo sforzo di disegnare e realizzare un sistema di assistenza territoriale all'altezza di cio' che da molti anni si chiede''. L'articolo sulle cure primarie del decreto sanità ''e' stato riscritto persino peggio di prima''. Lo sostiene Nicola Preiti, coordinatore Fp-Cgil Medici Medicina Convenzionata, che elenca i punti critici del provvedimento: ''risorse zero, anzi in contemporanea si taglia ancora almeno 1 miliardo sul fondo sanitario; l'assistenza continua h 24 e 7 giorni su 7 rimane una chimera; si parla ancora di medici di guardia medica accanto al ruolo unico che non si capisce a chi si riferisca. Si propone poi di far fare l'assistenza primaria nelle Rsa ai medici dipendenti - aggiunge - i medici di 118 non sono neanche presi in considerazione, e di ristrutturazione del compenso non c'è traccia''. Insomma le Regioni, continua, ''hanno le stesse possibilità normative ma con risorse ancora più ridotte. Quindi non c'è nessuna speranza che l'assetto assistenziale territoriale si possa così modificare''. Ma la nuova stesura, spiega Preiti, ''accentua anche la spinta alla privatizzazione delle cure primarie che in molti abbiamo contestato: si mantiene la previsione di budget e strumentazione da assegnare direttamente a forme organizzative non definite. E si va oltre. Si aggiunge un inquietante punto che consente direttamente alle aziende la possibilita' di stipulare accordi per l'erogazione di specifiche attivita' assistenziali, in particolare ai pazienti cronici. Non si dice con chi e a che titolo. Non essendoci risorse aggiuntive - si domanda il rapprentante di Fp-Cigl Medici - a chi vengono sottratte? Non e' la gestione delle patologie croniche l'attivita' fondamentale dei medici di medicina generale? Riteniamo questa previsione un incredibile colpo al servizio pubblico e ai medici che curano i pazienti cronici, un cedimento a quelle regioni, come la Lombardia con i suoi CREG, che vogliono privatizzare anche l'assistenza territoriale''.

Organizzazione dei medici 

E’ bene chiarire che si tratta di aggregazione e non di associazione che è cosa ben diversa. I medici dovranno, dunque, organizzarsi, come indicato dalle Regioni, in strutture monoprofessionali (Aggregazioni funzionali) o multi professionali (Uccp). Nel secondo caso potranno anche accedere a finanziamenti o budget ma senza per questo toccare il compenso del medico. L’obiettivo è migliorare l’assistenza territoriale grazie appunto all’associazione per perfezionare i percorsi assistenziali, valutare la qualità delle cure e applicare le linee guida. Inoltre i  medici potranno anche essere referenti oppure coordinatori delle forme aggregative. Tuttavia se  i medici convenzionati diventano direttore di distretto o ricevono altri incarichi temporanei ritenuti inconciliabili, saranno “sospesi” dalla convenzione.

Gli emolumenti 

Addio alla classica quota capitaria per il medico di medicina generale; con la nuova norma il compenso sarà diviso  tra una quota fissa e una quota variabile legata alla complessità assistenziale. Novità anche per gli specialisti ambulatoriali, che saranno pagati ad ora in base però alla  complessità assistenziale.

Gli strumenti e l’informatica

Sia per le Uccp che per le Aggregazioni funzionali, la dotazione strutturale, strumentale e di servizi dovrà essere caricata sulle Regioni, che a loro volta  potranno fornirli ai medici o in forma diretta o attraverso un riconoscimento economico. I medici dovranno obbligatoriamente aderire sia al Sis (Sistema informativo sanitario del Ssn), che ai sistemi informativi regionali, compresi gli aspetti relativi alla tessera sanitaria.

Copertura 24 ore

È il chiodo fisso di Balduzzi, ma lo era anche di Fazio: l’integrazione tra medici di medicina generale, pediatri e specialisti ambulatoriali porterà ad una copertura assistenziale H24, per sette giorni a settimana.

La scelta del cittadino

Il cittadino avrà la libera scelta del proprio medico di famiglia e del pediatra e potrà cambiarlo senza difficoltà: i massimali (assistiti per medico) saranno stabiliti dalle regioni, ma con criteri nazionali.

Libera professione

Il medico in convenzione dovrà  comunicare all’azienda sanitaria locale l’avvio dell’attività in libera professione precisando anche sede e orario di svolgimento. 

Chi potrà accedere e come. I sindacati

L’accesso al ruolo unico di medico di medicina generale e di pediatria di libera potrà effettuarsi con una graduatoria unica per titoli predisposta annualmente in base ad accordi  regionali. Lo  specialista ambulatoriale (medico, odontoiatra, biologo, chimico, psicologo, medico veterinario) dovrà sottostare a graduatorie provinciali con accesso consentito solo se in possesso del titolo di specializzazione. Potranno sedere al tavolo di contrattazione con la Sisac per la nuova Convenzione le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, valutate sia sotto il profilo numerico che in base alla loro diffusione a livello nazionale.