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Generici in ricetta e nuove farmacie, in vigore Dl liberalizzazioni
Roma, 25 gen. (Adnkronos Salute) - Liberalizzazioni al via. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di ieri, entrano in vigore le norme del decreto legge 'Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività'. Al testo definitivo è stata apportata qualche correzione, anche nella parte che riguarda l'assistenza farmaceutica, l'articolo 11. A cominciare dalla disposizione sulla prescrizione dei medicinali. Nella ricetta il medico deve indicare la sostituibilità del farmaco prescritto con l'equivalente generico, o specificare la non sostituibilità nel "in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie". Il testo prevede anche che prima di compilare la ricetta il medico "e' tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonche' forma farmaceutica, via di somministrazione, modalita' di rilascio e dosaggio unitario uguali". Il farmacista, salvo diversa indicazione del camice bianco o diversa richiesta del cliente, "e' tenuto a fornire il medicinale equivalente generico avente il prezzo piu' basso". Il decreto conferma l'apertura di nuove farmacie, una ogni 3 mila abitanti, circa 5 mila nuovi esercizi secondo la stima del ministro della Salute Renato Balduzzi. Nessun ripensamento sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta, che rimangono in vendita solo nelle farmacie. Fatta eccezione per qualche prodotto a cui sarà tolto l'obbligo di ricetta. Per le Regioni che non rispetteranno i tempi per l'apertura di nuove farmacie - 120 giorni per l'approvazione delle piante organiche e 30 per bandire i concorsi - è prevista la nomina di un commissario, con il compito di attuare la normativa. Nuove farmacie potranno essere aperte "nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili a traffico internazionale, nelle stazioni marittime e nelle aree di servizio autostradali ad alta intensita' di traffico, servite da servizi alberghieri o di ristorazione, purche' non sia gia' aperta una farmacia a una distanza inferiore a 200 metri; nei centri commerciali e nelle grandi strutture di vendita con superficie superiore a 10.000 metri quadrati, purche' non sia gia' aperta una farmacia a una distanza inferiore a 1.500 metri". Fino al 2022, tutte le nuove farmacie sono "offerte in prelazione ai comuni in cui le stesse hanno sede". E ancora, le farmacie possono restare aperte "in orari diversi da quelli obbligatori" e praticare sconti su tutti i farmaci, anche quelli di fascia A, pagati direttamente dal cittadino. Fra le novità, l'istituzione di un Fondo di solidarietà nazionale per per l'assistenza farmaceutica nei comuni con meno di mille abitanti. Il fondo e' finanziato dalle farmacie urbane, che versano una quota percentuale del fatturato. Le farmacie più ricche, inoltre, sono obbligate ad assumere. Si prevede infatti la fissazione, con decreto del ministero della Salute, dei "livelli di fatturato delle farmacie aperte al pubblico il cui superamento comporta, per i titolari delle farmacie stesse, l'obbligo di avvalersi, ai fini del mantenimento della convenzione con il Servizio sanitario nazionale, di uno o piu' farmacisti collaboratori".