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Malati cronici, il flop del piano regionale

09 marzo 2012 —   pagina 7   sezione: MILANO

IN LOMBARDIA la rivoluzione della medicina generale passa dai Creg. O, almeno, dovrebbe passare. Creg sta per "Cronic related group", associazioni di medici generici formate con lo scopo di curare i malati cronici, come diabetici o ipertesi. Una sperimentazione voluta dalla Regione per ridurre il ricovero di questi pazienti e incrementare le cure ambulatoriali. Una sperimentazione che però finora ha raccolto pochi consensi: a Milano i medici che hanno aderito sono una cinquantina, su oltre 1.300 che vi potrebbero partecipare. Stesso discorso per i pazienti: solo il 16 per cento dei 12mila malati cronici che potrebbero essere inseriti nei Creg ha dato il proprio consenso. Tanto che sembrerebbe possibile uno slittamento della data finale per reclutare i malati, inizialmente fissata al 30 marzo, in contemporanea con il lancio del call center per le prenotazioni di visite ed esami. La nuova frontiera della medicina generale, per la cura di pazienti affetti da cronicità come diabete, ipertensione, broncopatie, scompensi cardiaci, osteoporosi: eccoli, i Creg, nelle intenzioni della Regione. La sperimentazione è prevista fino al 2013 in cinque Asl (Milano, Lecco, Bergamo, Como e Melegnano). Prevede gruppi di medici generici che si associano creando una sorta di "società" guidata da un medico "provider", che amministra il gruppo. Obiettivo: seguire il malato a 360 gradi, stabilendone esami e accertamenti, terapie e relativa somministrazione. Dal punto di vista clinico, difatti, lo scopo è migliorare la cura di quei malati che, proprio perché cronici, hanno bisogno di un monitoraggio costante. Ogni Creg è una "microimpresa", finanziata con fondi erogati annualmente: i gruppi vengono retribuiti dalla Asl, in base ai drg (le tariffe) previste dalla Regione per le patologie che presentano i malati che curano. «Ma qualora il paziente necessiti di cure in più rispetto a quelle previste, i fondi non vengono aumentati - spiega Roberto Carlo Rossi, presidente dell' Ordine dei Medici di Milano - Il medico deve amministrare, suddividendole tra tutti gli assistiti che ha in cura, le risorse che ha a disposizione». In pratica, il medico che guida il Creg si assume un vero e proprio rischio di impresa: da qui, le difficoltà per reclutare i dottori. -

ALESSANDRA CORICA