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Eolo Parodi si autosospende da presidente Enpam

(Adnkronos Salute) - Il presidente dell'Enpam, Eolo Parodi, ha annunciato l'intenzione di autosospendersi dalla guida dell'Ente. "Una decisione - spiega lo stesso Parodi in una nota - che il Consiglio di amministrazione potrà formalizzare nella seduta del 27 aprile prossimo, cosicché il vice presidente vicario Alberto Oliveti avrà modo di agire nel pieno delle funzioni operative e gestionali ed esercitare la rappresentanza legale della Fondazione Enpam". "Sono arrivato a questa decisione - sottolinea Parodi - in maniera autonoma e meditata per mettere la Fondazione nelle migliori condizioni di ripristinare la verità nell'interesse di tutti i medici e gli odontoiatri. Questo mi permetterà anche di difendere la mia reputazione e i principi di onestà e di correttezza a cui mi sono sempre ispirato". Parodi motiva così l'intenzione di fare un 'passo indietro': "Come presidente della Fondazione intendo affrontare a testa alta le vicende su cui la magistratura sta facendo accertamenti, nella certezza di avere la coscienza a posto. Per anni sono stato il capo dei medici e degli odontoiatri italiani. E' per quel passato che sono stato chiamato all'Enpam. Sono entrato senza cercare clamori in quella che è diventata la mia casa e come la mia casa ho lasciato che le porte fossero sempre aperte. Non ho nulla da nascondere, nulla di cui vergognarmi". E ancora. "Come medico - aggiunge Parodi - ho imparato che si deve sempre apparire per quello che si è, sinceramente, agendo con decisione e responsabilità. Mi sono sempre battuto contro i personalismi, la cattiva gestione in sanità e la corruzione. Non intendo smentire ora la mia storia". La decisione di Parodi arriva a seguito dell'inchiesta che ha travolto l'Enpam e che, oltre a Parodi, vede indagati per truffa aggravata l'ex consigliere esperto Maurizio Dall'Occhio, l'ex direttore generale Leonardo Zongoli ed il responsabile servizio gestioni e investimenti Roberto Roseti. A provocare l'indagine è stata la denuncia fatta nel maggio del 2011 da un gruppo di consiglieri dell'Ente. I consiglieri chiedevano di accertare entità e responsabilità nella gestione del patrimonio dell'ente con riferimento ad alcuni investimenti immobiliari in strumenti finanziari derivati. Secondo gli investigatori questo tipo di impegno fa ipotizzare per l'ente una perdita valutata attorno ai 500 milioni di euro.